Passa ai contenuti principali

Vizio riconducibile alla violazione del principio di corrispondenza fra il chiesto e il pronunciato - Cass., sez. lavoro, sent. n. 17109 del 22.07.2009

Svolgimento del processo

R.G. convenne in giudizio avanti al Tribunale di Milano l'A. - (già Istituto Autonomo Case Popolari di (OMISSIS)), presso cui aveva lavorato dall'1.10.1964 al 31.3.1998 e sulle premesse che:

- la convenuta aveva stipulato con l'Ina una polizza per la corresponsione del trattamento di fine rapporto in favore dei propri dipendenti;

- nel (OMISSIS) aveva chiesto e ottenuto dalla datrice di lavoro un acconto sull'indennità di fine rapporto di L. 16.310.232 lorde;

- cessato il rapporto, l'Ina aveva inviato all'A. il prospetto delle somme spettanti ad esso ricorrente, pari, al netto dell'imposta, a L. 81.527.890;

- l'A. aveva liquidato il TFR sottraendo l'importo dell'acconto e pagando, concretamente, L. 54.079.365;

- gli doveva essere versata l'ulteriore somma di L. 13.150.740 (corrispondente ad Euro 6.791,79), pari alla differenza tra l'importo netto risultante dal prospetto dell'Ina (L. 81.527.890) e la somma lorda ricevuta a titolo di TFR (L. 68.377.150);

chiese quindi la condanna della convenuta al pagamento dell'anzidetta somma di Euro 6.791,79, oltre rivalutazione e interessi. Il Giudice adito accolse la domanda, sul rilievo che l'A., avendo quantificato il TFR in nette L. 68.377.150, detratto l'anticipo di L. 14.297.785 corrisposto nel (OMISSIS) e pagata la differenza di nette L. 54.079.365, aveva ingiustificatamente assorbito la plusvalenza assicurativa, derivante a favore del ricorrente dalla polizza Ina, di L. 13.150.740, pari ad Euro 6.791,79.

La Corte d'Appello di Milano, con sentenza del 15.2 - 10.3.2005, accogliendo il gravame proposto dall'A., rigettò la domanda, con compensazione delle spese di entrambi i gradi, osservando che:

- alla base della domanda vi era il rilievo che l'A. aveva iniziato i versamenti all'Ina dal (OMISSIS), dopo quindi che all'attore era stata fatta un'anticipazione del trattamento di fine rapporto, cosicchè quest'ultimo non avrebbe dovuto essere defalcato dal dovuto, posto che le somme assicurate erano solo quelle inerenti al trattamento differenziale, quest'ultimo comprensivo della cosiddetta plusvalenza assicurativa, e cioè del rendimento dei premi pagati, spettante al dipendente;

- era invece risultato, alla stregua dell'esperita istruttoria, che la polizza del (OMISSIS) aveva fatto seguito a precedenti contratti d'assicurazione iniziati nel 1970, e che doveva ritenersi che, in tale occasione, era stato anche pagato in unica soluzione il premio del periodo 1964-1970.

Avverso l'anzidetta sentenza della Corte territoriale, R. G. ha proposto ricorso per cassazione fondato su tre motivi e illustrato con memoria.

L'intimata A. ha resistito con controricorso, censurando a sua volta in via incidentale la sentenza impugnata in relazione alla disposta compensazione delle spese.

Motivi della decisione

1. La doglianza svolta dall'intimata con il controricorso e relativa alla disposta regolamentazione delle spese di lite va qualificata come ricorso incidentale, contenendo i requisiti di cui all'art. 371 c.p.c., in relazione agli artt. 365, 366 e 369 c.p.c..

Va quindi disposta la riunione dei ricorsi, siccome proposti avverso la medesima sentenza (art. 335 c.p.c.).

2. Con il primo motivo il ricorrente principale lamenta violazione di legge (art. 1176 c.c.), deducendo la spettanza a suo favore sia dell'importo dovuto a titolo di TFR, sia di quello rappresentato dalla plusvalenza per costituire la quale era stata accesa la polizza con l'Istituto assicuratore.

Con il secondo motivo il ricorrente principale lamenta vizio di motivazione, osservando che la Corte territoriale aveva travisato sia le domande svolte, che le affermazioni della sentenza di prime cure, poichè la domanda concerneva la spettanza, a suo favore, oltre che del nominale TFR, anche della plusvalenza oggetto sostanziale del contratto di assicurazione, cosicchè la sentenza impugnata risultava priva di qualsiasi motivazione al riguardo e contraddittoria.

Con il terzo motivo il ricorrente principale osserva che la cassazione della sentenza impugnata comporterà anche la condanna della parte datoriale al pagamento degli accessori di legge decorrenti dalla data di esistenza del diritto al pagamento del capitale.

Con l'unico motivo la ricorrente incidentale lamenta violazione di legge (art. 91 c.p.c.), per non avere la Corte territoriale seguito il principio della soccombenza nella regolamentazione delle spese di lite.

3. La disamina del secondo motivo del ricorso principale è logicamente prioritaria.

Secondo il condiviso orientamento di questa Corte, il principio secondo cui l'interpretazione delle domande, eccezioni e deduzioni delle parti da luogo ad un giudizio di fatto, riservato al giudice di merito, non trova applicazione quando si assume che tale interpretazione abbia determinato un vizio riconducibile alla violazione del principio di corrispondenza fra il chiesto e il pronunciato (art. 112 c.p.c.) od a quello del tantum devolutum quantum appellatum (art. 437 c.p.c.), trattandosi in tal caso della denuncia di un error in procedendo, che attribuisce alla Corte di cassazione il potere-dovere di procedere direttamente all'esame ed all'interpretazione degli atti processuali e, in particolare, delle istanze e deduzioni delle parti (cfr, ex plurimis, Cass., nn. 11755/2004; 254/2006; 409/2006).

Nel caso di specie il ricorrente principale si duole appunto del fatto che la Corte territoriale abbia respinto la domanda svolta senza considerare che l'oggetto della stessa ineriva alla spettanza della cosiddetta plusvalenza (rispetto a quanto dovuto a titolo di TFR) derivante dal contratto di assicurazione concluso (a favore dei dipendenti) tra la parte datoriale e l'Ina; in sostanza, quindi, la Corte territoriale avrebbe pronunciato (respingendola) su una domanda diversa da quella svolta.

Con il ricorso introduttivo del giudizio, come questa Corte ha potuto direttamente accertare, l'odierno ricorrente richiese il pagamento della somma di euro 6.791,79, ricavata per differenza tra l'importo netto spettantegli secondo il conteggio dell'Ina (L. 81.527.890) e la somma lorda ricevuta a titolo di TFR (L. 68.377.150), dopo avere peraltro dedotto che l'importo netto liquidatogli (per sottrazione dell'acconto percepito) era stato di L. 54.079.365.

Risulta dunque di piana evidenza che la somma richiesta non consisteva nell'importo già erogatogli a titolo di anticipazione sul TFR, ma nella plusvalenza, rispetto al TFR, derivante dal concluso contratto assicurativo e che la causa petendi non era rappresentata dall'indebito defalco dell'anticipazione, bensì dalla ritenuta spettanza della suddetta plusvalenza.

La Corte territoriale non ha quindi pronunciato sulla domanda effettivamente svolta.

Il motivo all'esame risulta dunque fondato.

4. Consegue l'accoglimento del ricorso (con assorbimento dei restanti motivi del ricorso principale e del ricorso incidentale) e la cassazione della sentenza impugnata, con rinvio, per nuovo esame, al Giudice indicato in dispositivo, che provvederà altresì sulle spese del giudizio di cassazione.

P.Q.M.

La Corte riunisce i ricorsi; accoglie il secondo motivo del ricorso principale, dichiara assorbiti gli altri e il ricorso incidentale;

cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e rinvia, anche per le spese, alla Corte d'Appello di Milano in diversa composizione.

Così deciso in Roma, il 10 giugno 2009.

Depositato in Cancelleria il 22 luglio 2009

Post popolari in questo blog

Formulario: richiesta pagamento T.F.R. (trattamento di fine rapporto) - Modello lettera di messa in mora

Raccomandata a/r Spett.le Società Datore di lavoro … Via … Città Anticipata via fax al n. ... [inserire numero] Oggetto: richiesta pagamento T.F.R. – messa in mora Egregi Signori, con la presente sono a richiederVi quanto segue. Il sottoscritto Sig. …, è stato Vostro dipendente con matr. n. … con decorrenza dal … al …. Il rapporto di lavoro si è interrotto, con il rispetto del periodo di preavviso, per dimissioni rassegnate con raccomandata a/r datata … e da Voi ricevuta il … A seguito dell’interruzione del rapporto di lavoro, però, non è stato versato il T.F.R. maturato dal sottoscritto. Vi invito, pertanto a volermi rimettere le somme dovutemi pari ad euro ... come da conteggi allegati [ per il calcolo del TFR vai qui ] . Tanto premesso, Vi manifesto che, in mancanza di pagamento di quanto dovuto e richiesto, entro 15 giorni dal ricevimento della presente, sarò costretto – mio malgrado – ad adire la competente Autorità Giudiziaria, per il persegu

FORMULARIO: RICORSO EX ART. 442 C.P.C. - INFORTUNIO SUL LAVORO - MODELLO

Approfondimento sull' infortunio sul lavoro TRIBUNALE DI … SEZ. LAV. E PREVIDENZA RICORSO EX ART. 442 C.P.C. Per: il Sig. ... (C.F.: …) nato a …, il …, residente in … (…), in via …, n. … rappresentato e difeso, dall’Avv. … (C.F.: …) e presso il suo studio elettivamente domiciliato in …, via … n. …, giusta procura a margine del presente ricorso, con richiesta di inviarsi le comunicazioni a … Ricorrente Contro: I.N.A.I.L., Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, in persona del suo legale rappresentante pro tempore, con sede in … Resistente Oggetto: Infortunio sul lavoro in itinere Premesso 1) che l’istante è dipendente di …, con qualifica di “…”, matricola n. …; 2) che il ricorrente, residente in …, prestava la propria attività lavorativa presso l’ufficio …, sito in via …, n. … sin dal …; 3) che, in data …, l’istante si recava presso la stazione F.S. di … prendendo un treno proveniente da … e diretto a …, al fine di rec

FORMULARIO: MODELLO DECRETO INGIUNTIVO PER RECUPERO T.F.R.

Modello decreto ingiuntivo per il processo del lavoro per recupero TFR (trattamento di fine rapporto) TRIBUNALE DI ... Sezione lavoro e previdenza Ricorso per decreto ingiuntivo Per il Signor Tizio nato a ..., il ..., residente in ... c.f. ... rappresentato e difeso dall'Avv. ... presso il quale è elettivamente domiciliato in ... come da delega a margine al atto, con richiesta di effettuarsi le comunicazioni di Cancelleria a mezzo fax all'utenza n. ... ovvero a mezzo posta elettronica certificata all'indirizzo pec: ... Ricorrente Contro La società ..., in persona del suo legale rappresentante pro tempore, con sede in ..., alla via ..., n. ... Resistente Premesso - L'istante è stato dipendente della società resistente dal ... al ..., epoca in cui veniva licenziato; - Il ricorrente, all'atto del licenziamento, ha maturato un credito al trattamento di fine rapporto (T.F.R.) per Euro ..., non versati dal datore di lavoro;