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mercoledì 11 ottobre 2023

Cassazione: il giudice può fissare il salario minimo


Con la sentenza numero 27711 del 2 ottobre 2023, la Corte Suprema stabilisce che i salari previsti dalla contrattazione collettiva possono essere modificati dal giudice, e il compenso ricevuto può essere cancellato e sostituito con uno più adeguato, rispettando il minimo previsto dalla Costituzione.

La situazione affrontata

Il dipendente si rivolge al tribunale per ottenere un adeguamento salariale.
Il tribunale accoglie la sua richiesta, ritenendo che il compenso applicato al dipendente non sia conforme agli standard stabiliti dall'articolo 36 della Costituzione.
La Corte d'Appello, su appello della cooperativa datrice, inverte la decisione di prima istanza, sostenendo che non è necessario considerare la conformità all'articolo 36 della Costituzione per quei rapporti di lavoro regolati da contratti collettivi del settore e sottoscritti da organizzazioni sindacali di rilievo nazionale.

La decisione

La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione della Corte d'Appello, stabilisce innanzitutto che l'articolo 36 della Costituzione garantisce due diritti distinti: da un lato, il diritto a una retribuzione "proporzionata" che assicuri una giusta corrispondenza tra il lavoro svolto e il compenso ricevuto, e, dall'altro lato, il diritto a una retribuzione "sufficiente" che garantisce un compenso non inferiore ai minimi stabiliti per assicurare al dipendente e alla sua famiglia un tenore di vita libero e dignitoso.
Il giudice, incaricato di valutare se un compenso sia conforme a questo precetto costituzionale, non può evitare di effettuare entrambe le valutazioni.

Secondo la sentenza, il giudice, durante questa analisi, può anche discostarsi dai minimi salariali stabiliti dai contratti collettivi, se ritiene che l'articolo 36 della Costituzione sia violato, senza che ciò costituisca una violazione della libertà sindacale.

In queste circostanze, secondo i Giudici di legittimità, è possibile fare riferimento sia ai salari previsti dai contratti collettivi del settore o per mansioni simili, sia a indicatori economici e statistici (anche secondo quanto suggerito dalla Direttiva UE 2022/2041) per determinare il giusto salario minimo costituzionale.

Sulla base di questi principi, la Corte Suprema accoglie il ricorso del dipendente e annulla la decisione impugnata, rinviando la questione per ulteriori valutazioni.